Pasionaria Pigra

Smaltire la sbronza

di Dania | tutti gli articoli dell'autore
Alla fine, abbiamo vinto.

Abbiamo festeggiato, poi siamo andati a dormire, ubriachi e felici.

Il giorno dopo, avevamo sempre vinto, però tutti hanno iniziato a fare l’analisi dei fatti, a dire non è che abbiamo proprio vinto, abbiamo forse non perso, hanno perso gli altri, abbiamo pareggiato, ha vinto l’internet, ha vinto il facile entusiasmo, hanno vinto quelli che si sono caricati la nonna in macchina e l’hanno infilata nella cabina elettorale.

Poi, gli altri, quelli che avevano perso, hanno iniziato a dire che non è che avevano perso, avevano non vinto, ma non avevano vinto nemmeno quelli che non avevano perso, e che al mare i lettini costano troppo cari allora la gente è ovvio che non ci va in spiaggia e va a votare, che poi è colpa degli elettori, che sono notoriamente stupidi e chissà cosa credevano di ottenere, che magari pensavano che completando tutti i timbri sulla scheda elettorale poi gli regalavamo una democrazia vera e una caraffa per filtrare l’acqua del rubinetto.

E tutti dicevano che non hanno vinto i partiti, i partiti hanno perso, anche quelli che hanno vinto, che hanno sostenuto, organizzato, pubblicizzato il voto. Perché non era un voto politico, allora poi, dai, insomma, pare brutto che un partito vince.

E non era un referendum contro Berlusconi.
Anche se ha perso.
Però dovrebbe dare le dimissioni. Ma non le darà.
Anche se continuare a prendere sberle non è che sia proprio edificante. Almeno così dice chi ha la faccia tutta rossa.

Alla fine ha vinto il movimento. Che non lo sa ancora di essere un movimento. Perché questa volta non c’era un event planner. Mica ci avevano dato un dress code. Nessuno ci aveva detto allora, tutti vestiti di turchese o di lilla. Non c’era nemmeno un concerto. E tu, ormai, te lo aspetti sempre un concerto.

Sì, ci avevano detto di mettere quattro sì sulla scheda, ma ci avevano anche spiegato perché, che c’era da difendere l’acqua pubblica e la legge uguale per tutti e le energie rinnovabili. Ce l’avevano spiegato perché non si capiva da quello che c’era scritto sulle schede e la gente faceva quella cosa strana di parlare e di spiegarsi le cose e di leggere e di spegnere la Tv.

E, in fondo, l’obiettivo era facile, c’era da raggiungere il quorum e ce la potevamo fare ed era una gara di numeri e si poteva organizzare facilmente e quindi ci siamo messi su Facebook e su Twitter e abbiamo fatto questa cosa di esercitare la sovranità come se appartenesse al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Abbiamo fatto il quorum e abbiamo vinto.
Che sembra quasi che questa cosa dei diritti, del voto, della democrazia diretta sia una gran ficata che funziona davvero.

A me la cosa della democrazia e della vittoria è piaciuta molto.
Ma ho un gran mal di testa e devo ancora smaltire la sbronza.  
16 giugno 2011