Pasionaria Pigra

Mio fratello è figlio unico

di Dania | tutti gli articoli dell'autore
Ho passato tutta l'estate a fare quello che faccio quando mi sento particolarmente italiana.

Ho pianificato, messo in ordine le mie priorità, viaggiato, mangiato, preso moltissimo sole, parlato male del mio Paese e, soprattutto, mi sono fatta i fatti miei.

Sono stata in Brasile a trovare mio fratello che è andato a vivere laggiù anni fa, subito dopo essersi laureato in ingegneria edile e aver fatto l'esame per l'iscrizione all'Albo.

Noi gli dicevamo tutti ma cosa vai a cercare fortuna in un paese così grande e lontano e poi chissà come si vive e chissà come si mangia e secondo noi stai facendo una cazzata, ché vuoi mettere l'Europa?, siamo la culla della cultura e laggiù sono in via di sviluppo, mica ci hanno i musei come i nostri, le università come le nostre, le autostrade come le nostre, le discoteche come le nostre, i bagni con i sanitari come i nostri.

E lui ci diceva ma se io resto in Italia cosa faccio? In Italia potrei lavorare come stagista per anni e poi mi metterebbero a fare il disegnatore CAD e mi darebbero sette-ottocento euro al mese e mi farebbero lavorare come uno schiavo e mi prometterebbero ogni anno condizioni migliori e poi mi racconterebbero la favola della crisi, che vorremmo assumerti, vorremmo darti di più, ma sai com'è, cèlacrisi, bisogna fare tutti sacrifici e i giovani sono quelli che fanno sacrifici con meno fatica e i giovani italiani non protestano, tanto ci pensa mammà a integrare lo stipendio e a farci aspettare la fine della crisi che non finisce mai.

Sono tornata a trovarlo quest'anno. Non ci andavo da tre anni. Ha un bell'appartamento, in un grattacielo moderno e con il wifi gratuito. Ha la macchina e vive a cinquanta metri dall'oceano. Ha un buon lavoro, una buona paga, l'assicurazione sanitaria privata (oltre a quella pubblica gratuita) e a trent'anni non lo considerano un ragazzino a cui affidare il presidio delle fotocopie, ma un professionista a cui delegare responsabilità e grossi progetti.

L'anno prossimo pensa di comprare una casa col giardino e avere un figlio.

Mio fratello e i suoi amici in Brasile hanno una cosa che non incontravo da anni: la fiducia nel futuro. Fanno progetti, si dicono che l'anno prossimo andrà meglio, che stanno aggiustando le strade, che stanno costruendo nuove case, che stanno migliorando i trasporti, che stanno aumentando gli stipendi e, sì, aumentano anche i prezzi, ma c'è più offerta e comunque si sta sempre bene e i fine settimana si può andare a mangiare il pesce in spiaggia e si possono mettere da parte i soldi per realizzare desideri.

Mio fratello e i suoi amici in Brasile hanno una cosa che non incontravo da anni: la fiducia nel futuro.
E vivono come dovrebbero vivere tutti i giovani, guardando le conquiste che hanno avanti e non piangendo per quello che hanno perso dietro.

Quando è partito, anni fa, mia madre gli ha detto se non ce la fai puoi sempre tornare qui, in Italia. Quest’estate mio fratello mi ha detto se non ce la fai in Italia, puoi sempre venire qui, in Brasile.

Ho passato tutta l’estate a farmi i fatti miei, poi sono tornata e leggo i giornali e ascolto la radio e mi informo sulle manovre e vado in banca a chiedere cosa sarà del mio mutuo e provo a cercare nuovi lavori e penso che forse ce la faccio ad arrivare a dicembre e poi bisognerà inventarsi qualcosa per il prossimo anno e penso all’IVA che aumenta e penso che i giovani cihannolacrisi e ce l’avranno fino a quando non saranno più giovani.

Se non ce la faccio, riempio la valigia di Parmigiano e scappo.  
16 settembre 2011